Tributo a Domenico Carbotti

La mia attività nel settore pelletteria è iniziata nell’immediato dopoguerra. Non mi ricordo esattamente se era il 1944 o il 1945. Avevo circa 10 anni quando mi affacciai in via Barnaba nei pressi del famosissimo Caffè Derna. Ho cominciato con il pulire i pavimenti e solo col tempo mi fu concesso di tagliare la pelle ed infine di cucirla per realizzare selle e finimenti per cavalli. Dopo tre anni e mezzo decisi di andare da un altro bravissimo sellaio, che aveva però la sua bottega a Taranto. Dopo due anni di salita e discesa tra Taranto e Martina mi resi conto che le spese per i trasferimenti erano troppe e decisi di cominciare lavorare in casa dei miei genitori.

A casa dei miei genitori di spazio non ce n’era molto. Il mio banchetto, sul quale tiravo la pelle cucita a mano, era veramente piccolo e riuscivo così a realizzare dei portafogli e delle cinture utilizzando materiali che in qualche modo recuperavo dei calzolai di Martina o di Crispiano.

Nel 1952 decisi di prendere un piccolo locale in via Gaetano Grassi. Quegli anni furono particolarmente difficili ma anche proficui. Prendevo delle commesse da un’azienda di Martina per la realizzazione di alamari in pelle da applicare ai loro Montgomery. Ricordo come fosse ieri di averne fatti a migliaia e tutti gli amici che mi venivano a trovare al locale erano immediatamente arruolati nell’aiutarmi in questa mansione.

Il 1955 fu l’anno della svolta, in quanto vinsi la medaglia d’argento alla “Mostra artigiana Ionica” per la mia esposizione di pelletteria. Questo riconoscimento mi porto più clientela e fece in modo che l’anno successivo nacque l’impresa individuale Carbotti Domenico. Io continuavo, con la mia Vespa Piaggio, la ricerca delle pelli non solo a Martina, ma anche nei paesi limitrofi come Grottaglie e, soprattutto, a Bari.

La continua ricerca di materiali migliori mi fece sbarcare prima Milano e poi a Torino. Alla fine degli anni 50 arrivarono le prime grandi commesse. E per tutti gli anni 60 aumentarono portando nuovi clienti. In quegli anni l’azienda aveva circa 10 dipendenti. Nel frattempo però, anche la mia famiglia, oltre all’azienda, era cresciuta e fortunatamente i miei figli hanno deciso di seguirmi della mia attività. Nel 1985 il laboratorio venne trasferito in un locale più ampio dove ci troviamo ancora adesso, in via Pietro del Tocco 31.

Nella parte stilistica e nella produzione sono stato affiancato da Angelo, mio figlio maggiore. La vendita al dettaglio proseguiva in Corso Messapia, come tuttora, seguita dal mio secondo figlio Michele.

Nel 1987 nasce la società Carbotti Srl, insieme ai miei primi due figli; ad essi nel 2001 si unisce il terzogenito Gianni. Con l’arrivo di Gianni la nostra azienda avuto un carattere più internazionale, grazie alla sua formazione e all’attitudine nell’utilizzare Internet come canale di promozione delle borse Carbotti. Ora esportiamo in tutto il mondo ed in particolare in Corea e Giappone.

Quello che mi ha permesso di non arrendermi nei momenti difficili è la passione che provo per il mio lavoro; a me piace lavorare la pelle e vorrei che dal nostro prodotto trasparisse non solo la qualità e lo stile del Made in Italy, ma anche la forza della tradizione e dell’esperienza maturata in cinquant’anni. Credo che siano queste le cose sulle quali bisogna puntare e che ci possono distinguere dalla massificazione del mercato.

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